Salve a tutti, mi presento. Sono dancerjude.
Non che abbia molto da ballare, piuttosto ho molte occasioni in cui invocare Giuda per dargli normalmente del suino.
Ultimamente nella nostra azienda, ci siamo ritrovati spesso a sorridere (coi nervi e non con i muscoli) riguardo le peripezie tecniche e/o terminologiche di alcuni nostri colleghi, che per nostra sfiga sono anche i nostri capi.
Capi di lunga data, esperti, mica pivelli come noi, che lavoriamo tanto e duramente, e continuiamo ad aggiornarci e a studiare nonostante l’età non sia più scolastica/universitaria.
Ebbene questi capi (o presunti tali), conoscono a fondo l’arte del cazzeggiare, sono esperti del free climbing sugli specchi, maestri del raggiro con finta risata.
Sopravvivono alle ristrutturazioni aziendali, e restano lì, sempre al loro posto. Come niente fosse accaduto. Come se l’azienda in cui ti trovi avesse un bilancio in positivo. Come se la crisi economica in Italia fosse solo una propaganda screditatoria dell’opposizione.
Sono questi moderni parassiti, armati di giacca e cravatta, e corredati di sorriso luccicante, che affrontano la loro giornata quotidiana, con il loro non-savoir-faire-rien, si arrabattano e si spacciano per project managers, per technology expertise, e all’occasione anche da commerciali.
In realtà sono incapaci di intendere e di volere. Incapaci di intendere il business, incapaci di volere lavorare seriamente.
E’ grazie a queste persone che le aziende informatiche in Italia stanno affondando lentamente. Negli U.S.A., patria vera e unica dell’informatica professionale, le aziende ti prendono a calci se non sei produttivo, ti licenziano su due piedi se tenti di prendere per il culo la tua azienda spacciandoti per chi non sei.
In Italia no. A queste persone viene dato credito, uno stipendio di gran lunga superiore alla media, una macchina aziendale, e anche un calcio in culo, ma nel senso “positivo” (se positivo può mai essere andare avanti a forza di calci in culo).
Quando ho a che fare con questa categoria di persone, e mi soffermo a pensare, mi viene una sorta di rabbia, dei vuoti esistenziali, poi mi vengono le bolle sulle orecchie e i bubboni sotto le ascelle. Vorrei tanto espatriare. O rinascere magari, che ne so, in Finlandia….
Poi ritorno a guardare lo schermo per continuare la mia sessione di debug. Che per domani devo far funzionare questo software. E non so, onestamente, se ce la farò…
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This entry was posted by dancerjude on martedì, ottobre 31st, 2006, at 11:53 pm, and was filed in Informescion.
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